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Roman History X Independent...
Tanto per rimanere in tema di trucks, poco tempo fa, parlando con Jekill Albertini (uno che per un sacco di tempo ha lavorato per la H-Street) di come si facesse per sostituire i pezzi dello skate, lui mi ha detto che fino alla fine degli anni 80' di genuine parts non se ne parlava nemmeno. Se per caso uno spaccava il king pin, non lo poteva mica sostituire perchè all'epoca il mercato con l'estero non era per niente al dettaglio, quindi bisognava andare dal fabbro a mettere il bullone "italiano" la cui composizione era a dir poco pantagruelica e per grindare bisognava tirare giu cristi e madonne visto che il pezzo usciva sconsideratamente fuori dalla crociera... inoltre era molto imbarazzante andare in giro con quell'arnese per via di quella stragrande maggioranza di skaters stranieri e quindi c'era sempre il fattore novità venuta da oltre oceano...
Jekill è stato uno dei pochissimi italiani a lavorare e skateare per una company americana, la H-Street di Tony Magnusson, quella che divenne Plan B anni a seguire. Molti skaters come Danny Way, Sean Sheffy e Matt Hensley venivano proprio da lì... insomma Jekill faceva le grafiche per loro, il suo esordio nell'ambito grafico lo vide al lavoro per la tavola di Tony Magnusson (rampista coi contro cazzi!) però non durò moltissimo perchè la company cambò radicalmente e lui non credo che avesse tanta voglia di skateare. Mi ricordo il giorno che lo conobbi al foro italico nel '90, faceva gli slappy grind sui marciapiedi in early grab (grindava con la mano attaccata alla tavola dall'inizio alla fine). Noi eravamo proprio pischelletti e vedere uno tipo come lui skateare era assurdo perchè era un adulto e questo sapeva molto di pro... |
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Tra gli altri italiani mi ricordo molto bene anche del "Moana" e del "Bove", quest'ultimo fu il primo a costruire una Half Pipe, la mise in mezzo ad un campo e da quello che so la gente ci si buttava all'impazzata. Qui però si parlava dell'86 forse 87 ed io lo skate non sapevo nemmeno cosa fosse quindi la storia completa io non la conosco benissimo, ci sono milioni di storie di quegli anni che ho sentito raccontare o che vedevo in fotografie stampate rudimentalmente su magazines fatte in casa. Una di queste era "Colosseum" di Giampiero "Papi" Pelusi. Questa era una di quelle riviste con fotografie ed articoli troppo ignoranti, articoli che parlavano delle gare che si tenevano in giro per l'italia; a Viareggio per esempio o a Milano, c'era una foto che aveva anche una mia compagna delle medie dove c'era tutta la roman skate crew al completo con tutti gli skate uno sopra l'altro e gli skaters tutti acchittati con cappelletti alla cheguevara (moda del tempo lanciata dalla company americana Vision Streetwear); io me la guardavo e riguardavo sperando che un giorno avrei potuto conoscere solo uno di loro ma mi rendevo perfettamente conto che non era possibile perchè gia solo a guardarli quei tizi, si capiva che erano troppo diversi da noi (outsiders).
Era comunque troppo divertente fare skate in quel periodo, qualsiasi identità si avesse, perchè tutto era completamente diverso, non si sapeva nulla dello skate, non c'era informazione ne' storia ma soprattutto non c'erano mode; non era difficile salire su un autobus e vedere un tipo assurdo con indumenti surreali con uno skate in mano. Una volta al pincio ho visto uno con i pantaloni attillati che faceva freestyle... La gente si voleva solo divertire e non gliene fregava proprio un cazzo di cosa pensassero i benpensanti, la mentalita' era completamente diversa da come è adesso e questo era legatissimo solo ed esclusivamente al fatto che lo skate era una cosa nuovissima e questa è la mentalità che io definisco "SKATE". Oggi è tutto troppo diverso perchè bene o male si vedono skaters a destra e a sinistra, sulle pubblicità della nike o nelle riviste di moda... Anche chi fa snowboard ha delle micro-nozioni di cosa sia lo skate ma tutto è dannatamente frainteso.
Tornando al passato, è importantissimo mensionare il primo vero tentativo espansionistico di alcuni surrealoidi che si misero in testa di costruire una mega Half Pipe in via Nomentana... Io avevo cominciato da pochissimo a frequentare un gruppetto di skaters, naturalmente outsiders, al Pincio e tutti i giorni sentivo parlare di questo posto; finchè un giorno nello skateshop in via Virgilio (Iraci) non mi fu dato un flyer con la pubblicità di questo posto che sembrava essere una vera e propria figata...
Papik |
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