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Roman History X
I Francesi

Quando cominciammo a capire che con lo skate ci si poteva anche fare di più che andare dritti e "sgommare", decidemmo sotto riunione di andare a vedere questi fantomatici skaters del foro italico...

Premetto che il fatto di teto custom arrivo' dopo questa fase romana di skate... Insomma, arrivato al Foro Italico mi resi conto che tutte le possibili interpretazioni che potevo aver avuto su come si usasse quell'arnese erano completamente toppatissime, lo scenario era il seguente: Due Jump messe una a fianco all'altra, una nera (enorme per come me la ricordo e con una freccia rossa alla fine della curva mirante verso l'infinito) ed una piccolissima alla sua sinistra; arriva questo a 2000, vestito da paura e con un volto straniero (tempo a seguire seppi che si trattava di Alex Bilodeau... un mito semovente), se spara un front side ollie della madonna dalla jump grande a quella piccola!!.... Io ho uno shock assurdo... me ne vado a casa depresso al massimo.

Il fatto era questo; 13 anni fa non era assolutamente come adesso, quel gesto, per chiunque, sarrebbe stato da fantascienza e fu durissimo per me riprendere lo skate in mano. Quando presi coraggio mi decisi ad andare allo skateshop per comprare una tavola e delle ruote e quando entrai venni subito aggredito in modo spaventoso da Giampiero che non la finiva più di prendermi per il culo per la tavola che avevo... secondo shock!

Roman History X
La storia dello skate romano vista e scritta da Papik Rossi.

  L'inizio
  Parte 2
  Independent
  La... DIVINA COMMEDIA!!!
  Jump Ramps
  I Francesi
  La minirampa
  Capodanno
  La polizia si incazza
  I contest

----------------------------------
 Domande?
 papikr@yahoo.com
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 Intervista a Papik
 leggi
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 TRVSTEVER
 trvstever.it
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Ci volle un bel po' per rifrequentare quell'ambiente. Ogni week end me ne andavo a casa di Chico e skateavamo tutta la notte e spesso ci mettevamo ad ascoltare le scoccate di tavole che gli skaters, quelli veri, scoccavano sui cessi di Piazza di Spagna (chico abitava li) ma non osavamo scendere per paura di essere presi per il culo e così passarono un bel po' di mesi fino a che, a forza di Pincio e night street session il sabato sera, si cominciò ad ollare e grindare ma sempre per i cazzi nostri.

Foro Italico, secondo round...

Sotto decisioni varie, venne di nuovo fuori il Foro Italico e questo fu lo scenario quando ci trovammo li: Niente più jump ramps, quello che ne rimaneva era solo il pannello nero (quello con la freccia verso l'infinito) appoggiato sulle tre scalette del vialone... arriva Ian Gordon detto "er cina" (ciaina) olla giu' dai tre e scende sulla curva.... io lo imito, ollo e come atterro sul pannello faccio un botto assurdo di ossosacro perchè non sapevo che se si olla in discesa bisogna stare col peso verso il basso e in avanti. Mentre mi ripiglio arriva "er moana" e mi fa..."Te fa male er culo eeee'?" Io risposi inevitabilmente di si però mi ero accorto che il modo in cui me lo aveva detto era già meno insolente e più sull'amichevole e quindi sull'integralista.... mi sono sentito accettato.

Fu da li che veder arrivare questi francesi (li chiamavamo cosi perche' molti di loro lo erano e perche' avevano tutti i nomi accentati... Nicola', Andy'...) fu sempre meno scioccante. Quando loro passavano per il Pincio, tutte le persone che si mettevano a guardare noi che skateavamo, si spostavano direttamente verso di loro... ma a noi non ce ne fregava un cazzo perchè il modo in cui progredivamo era rapidissimo...

Loro, comunque, a differenza di noi, di cose ne facevano una marea. Una volta ebbi l'occasione di sapere una novità assoluta e cioè che Alex stava costruendo, insieme a suo fratello Sebastien, una minirampa dentro il suo garage nientepopo'dimenoche a Trastevere!!!! proprio sulla piazza (Santa Maria), e un giorno mentre camminavo verso casa iniziai a sentire musica punk, scoccate assurde e dei versi gutturali provenire da quel garage, (più in la seppi che quelle grida erano di Carlo de Liso). Mi accorsi che "er cina" stava con la testa fuori dal serrandone a 3 metri di altezza, era inevitabilmente in piedi su di un "terrazzino di un mini". Io cominciai a sbavare perche' non sarei mai potuto entrare là dentro e quindi mi misi in testa che dovevo costruite una mini per conto mio se ci volevo skateare...

Papik

 

Roman History X
I Francesi

Quando cominciammo a capire che con lo skate ci si poteva anche fare di più che andare dritti e "sgommare", decidemmo sotto riunione di andare a vedere questi fantomatici skaters del foro italico...

Premetto che il fatto di teto custom arrivo' dopo questa fase romana di skate... Insomma, arrivato al Foro Italico mi resi conto che tutte le possibili interpretazioni che potevo aver avuto su come si usasse quell'arnese erano completamente toppatissime, lo scenario era il seguente: Due Jump messe una a fianco all'altra, una nera (enorme per come me la ricordo e con una freccia rossa alla fine della curva mirante verso l'infinito) ed una piccolissima alla sua sinistra; arriva questo a 2000, vestito da paura e con un volto straniero (tempo a seguire seppi che si trattava di Alex Bilodeau... un mito semovente), se spara un front side ollie della madonna dalla jump grande a quella piccola!!.... Io ho uno shock assurdo... me ne vado a casa depresso al massimo.

Il fatto era questo; 13 anni fa non era assolutamente come adesso, quel gesto, per chiunque, sarrebbe stato da fantascienza e fu durissimo per me riprendere lo skate in mano. Quando presi coraggio mi decisi ad andare allo skateshop per comprare una tavola e delle ruote e quando entrai venni subito aggredito in modo spaventoso da Giampiero che non la finiva più di prendermi per il culo per la tavola che avevo... secondo shock!

Roman History X
La storia dello skate romano vista e scritta da Papik Rossi.

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Ci volle un bel po' per rifrequentare quell'ambiente. Ogni week end me ne andavo a casa di Chico e skateavamo tutta la notte e spesso ci mettevamo ad ascoltare le scoccate di tavole che gli skaters, quelli veri, scoccavano sui cessi di Piazza di Spagna (chico abitava li) ma non osavamo scendere per paura di essere presi per il culo e così passarono un bel po' di mesi fino a che, a forza di Pincio e night street session il sabato sera, si cominciò ad ollare e grindare ma sempre per i cazzi nostri.

Foro Italico, secondo round...

Sotto decisioni varie, venne di nuovo fuori il Foro Italico e questo fu lo scenario quando ci trovammo li: Niente più jump ramps, quello che ne rimaneva era solo il pannello nero (quello con la freccia verso l'infinito) appoggiato sulle tre scalette del vialone... arriva Ian Gordon detto "er cina" (ciaina) olla giu' dai tre e scende sulla curva.... io lo imito, ollo e come atterro sul pannello faccio un botto assurdo di ossosacro perchè non sapevo che se si olla in discesa bisogna stare col peso verso il basso e in avanti. Mentre mi ripiglio arriva "er moana" e mi fa..."Te fa male er culo eeee'?" Io risposi inevitabilmente di si però mi ero accorto che il modo in cui me lo aveva detto era già meno insolente e più sull'amichevole e quindi sull'integralista.... mi sono sentito accettato.

Fu da li che veder arrivare questi francesi (li chiamavamo cosi perche' molti di loro lo erano e perche' avevano tutti i nomi accentati... Nicola', Andy'...) fu sempre meno scioccante. Quando loro passavano per il Pincio, tutte le persone che si mettevano a guardare noi che skateavamo, si spostavano direttamente verso di loro... ma a noi non ce ne fregava un cazzo perchè il modo in cui progredivamo era rapidissimo...

Loro, comunque, a differenza di noi, di cose ne facevano una marea. Una volta ebbi l'occasione di sapere una novità assoluta e cioè che Alex stava costruendo, insieme a suo fratello Sebastien, una minirampa dentro il suo garage nientepopo'dimenoche a Trastevere!!!! proprio sulla piazza (Santa Maria), e un giorno mentre camminavo verso casa iniziai a sentire musica punk, scoccate assurde e dei versi gutturali provenire da quel garage, (più in la seppi che quelle grida erano di Carlo de Liso). Mi accorsi che "er cina" stava con la testa fuori dal serrandone a 3 metri di altezza, era inevitabilmente in piedi su di un "terrazzino di un mini". Io cominciai a sbavare perche' non sarei mai potuto entrare là dentro e quindi mi misi in testa che dovevo costruite una mini per conto mio se ci volevo skateare...

Papik

 

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I Francesi

Quando cominciammo a capire che con lo skate ci si poteva anche fare di più che andare dritti e "sgommare", decidemmo sotto riunione di andare a vedere questi fantomatici skaters del foro italico...

Premetto che il fatto di teto custom arrivo' dopo questa fase romana di skate... Insomma, arrivato al Foro Italico mi resi conto che tutte le possibili interpretazioni che potevo aver avuto su come si usasse quell'arnese erano completamente toppatissime, lo scenario era il seguente: Due Jump messe una a fianco all'altra, una nera (enorme per come me la ricordo e con una freccia rossa alla fine della curva mirante verso l'infinito) ed una piccolissima alla sua sinistra; arriva questo a 2000, vestito da paura e con un volto straniero (tempo a seguire seppi che si trattava di Alex Bilodeau... un mito semovente), se spara un front side ollie della madonna dalla jump grande a quella piccola!!.... Io ho uno shock assurdo... me ne vado a casa depresso al massimo.

Il fatto era questo; 13 anni fa non era assolutamente come adesso, quel gesto, per chiunque, sarrebbe stato da fantascienza e fu durissimo per me riprendere lo skate in mano. Quando presi coraggio mi decisi ad andare allo skateshop per comprare una tavola e delle ruote e quando entrai venni subito aggredito in modo spaventoso da Giampiero che non la finiva più di prendermi per il culo per la tavola che avevo... secondo shock!

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La storia dello skate romano vista e scritta da Papik Rossi.

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Ci volle un bel po' per rifrequentare quell'ambiente. Ogni week end me ne andavo a casa di Chico e skateavamo tutta la notte e spesso ci mettevamo ad ascoltare le scoccate di tavole che gli skaters, quelli veri, scoccavano sui cessi di Piazza di Spagna (chico abitava li) ma non osavamo scendere per paura di essere presi per il culo e così passarono un bel po' di mesi fino a che, a forza di Pincio e night street session il sabato sera, si cominciò ad ollare e grindare ma sempre per i cazzi nostri.

Foro Italico, secondo round...

Sotto decisioni varie, venne di nuovo fuori il Foro Italico e questo fu lo scenario quando ci trovammo li: Niente più jump ramps, quello che ne rimaneva era solo il pannello nero (quello con la freccia verso l'infinito) appoggiato sulle tre scalette del vialone... arriva Ian Gordon detto "er cina" (ciaina) olla giu' dai tre e scende sulla curva.... io lo imito, ollo e come atterro sul pannello faccio un botto assurdo di ossosacro perchè non sapevo che se si olla in discesa bisogna stare col peso verso il basso e in avanti. Mentre mi ripiglio arriva "er moana" e mi fa..."Te fa male er culo eeee'?" Io risposi inevitabilmente di si però mi ero accorto che il modo in cui me lo aveva detto era già meno insolente e più sull'amichevole e quindi sull'integralista.... mi sono sentito accettato.

Fu da li che veder arrivare questi francesi (li chiamavamo cosi perche' molti di loro lo erano e perche' avevano tutti i nomi accentati... Nicola', Andy'...) fu sempre meno scioccante. Quando loro passavano per il Pincio, tutte le persone che si mettevano a guardare noi che skateavamo, si spostavano direttamente verso di loro... ma a noi non ce ne fregava un cazzo perchè il modo in cui progredivamo era rapidissimo...

Loro, comunque, a differenza di noi, di cose ne facevano una marea. Una volta ebbi l'occasione di sapere una novità assoluta e cioè che Alex stava costruendo, insieme a suo fratello Sebastien, una minirampa dentro il suo garage nientepopo'dimenoche a Trastevere!!!! proprio sulla piazza (Santa Maria), e un giorno mentre camminavo verso casa iniziai a sentire musica punk, scoccate assurde e dei versi gutturali provenire da quel garage, (più in la seppi che quelle grida erano di Carlo de Liso). Mi accorsi che "er cina" stava con la testa fuori dal serrandone a 3 metri di altezza, era inevitabilmente in piedi su di un "terrazzino di un mini". Io cominciai a sbavare perche' non sarei mai potuto entrare là dentro e quindi mi misi in testa che dovevo costruite una mini per conto mio se ci volevo skateare...

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