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  Storia dello snowboard: nascita ed evoluzione della specie
di Chiara Cetorelli

Lo snowboard, la tavola che ha rivoluzionato il modo di vivere la montagna il surf da neve che ha fatto riscoprire a tanti il piacere di scivolare a diretto contatto con la natura. Anche se da pochi anni questo sport è esploso in Italia, la sua storia è molto lunga e lo Snurfer è il punto dal quale è partita tutta questa bella avventura...
 
Erano gli anni 60’ quando un certo Sherman Poppen, impiegato della Brunswick, compagnia in forte crescita durante il boom del Bowling, incollò una piattaforma su due sci per far divertire i suoi bambini. La Brunswick aveva tutte le attrezzature necessarie per modellare legno liscio e Poppen pensò che lo stesso materiale potesse venire usato per produrre una versione altamente tecnologica della rudimentale slitta che aveva inventato per i suoi bambini.

Nel 1966 lo Snurfer debuttò in pubblico, proprio nello stesso periodo in cui il surf era "sulla cresta dell’onda" grazie alle canzoni dei Beach Boys e ai film di Gidget. Fu subito un gran successo, centinaia di migliaia di pezzi andarono a ruba in tutti gli States. Il design era semplice: un asse sottile di legno liscio senza incrinature con una corda sulla punta che il rider teneva in mano.

Alla fine degli anni 70’ un ragazzo di Long Island di nome Jake Burton Carpenter volle espandere e perfezionare l’idea di questo sport, sperimentava prototipi di diversi materiali e si fermò sul legno duro laminato simile alla costruzione dello skateboard. Era il Burton Board lungo circa 30 cm con un laccio frontale regolabile e lunghe pinne nella coda, che segnò un’importante svolta concettuale ed un rivoluzionario passo avanti.
Fu poi il momento di Tom Sims, altro personaggio chiave della storia dello snowborad, che nel 1978 produsse una serie di tavole con una modellatura "a pesce" : una sola pinna, un naso a cucchiaio fine e profondo ed un attacco che era la combinazione di nastro-velcro e una singola fascia a strappo di gomma. Nei primi anni 80’ arrivò la vera rivoluzione: infatti Sims, al primo mondiale di Soda Spring, bruciò tutti gli avversari perché era l’unico a correre con le lamine.

Il passo successivo fu quello di dare una forma più slanciata a questi "tavoloni", ci pensò Chris Sanders che copiò la sciancratura da uno sci corto riportandola sullo snowboard. "Le tavole - come disse all’epoca lo stesso Sanders - hanno bisogno di spigoli, sciancratura e devono essere senza pinne". Lo snowboard prendeva così sempre più uno suo shape, anche se era ancora troppo legato alla concezione del surf e dello skateboard, in cui controllo e curve sono guidati dal piede posteriore.

Mike Olson ebbe la geniale intuizione: nel 1984 ideò uno snowboard che funzionava anche sul ghiaccio, era la prima tavola con lamine e senza pinne, una coda di rondine con una punta corta e tonda. Da allora si sarebbe condotto con il piede anteriore piuttosto che con quello posteriore.

Verso la metà degli anni 80’ lo snowboard diventò sempre più un vero e proprio sport invernale, allontanandosi da quella che sembrava solo una frivola passione di alcuni scapestrati. Aumentarono considerevolmente le stazioni sciistiche che permettevano l’uso di questo nuovo "attrezzo". Nell’inverno 1987-88 venne organizzato il primo vero mondiale di snowboard che si svolse parte in Europa, parte negli States. Dalla metà alla fine degli anni '80 le tavole disegnate dalla maggior parte dei produttori erano più o meno standardizzate, erano lunghe dai 140 ai 170 cm. Burton sviluppò un modello di soft boot, scarponi morbidi tipo moon boot, che quasi tutti copiarono, mentre l’uso degli hard, scarponi alpini e attacco piatto, divenne molto comune per le gare. In questo periodo si poteva già vedere una forte divisione culturale fra gli snowboarders alpini e quelli freestylers, che ancora oggi rovina un po’ il vero spirito dello sport. A diffondere lo snowboard in Europa ci pensò il film "Apocalypse Snow", prodotto nel 1986, che presentava le esibizioni di Regis Roland, uno dei pionieri dello 'snow' in Francia.

Ecco quindi che lo snowboard raggiunse l’Italia, i suoi primi sostenitori quali Andrea Grisa (attuale allenatore della nazionale), Roberto Formento, Dino Bonelli, Angelo Zambito, con testardo puntiglio si imposero sulla mentalità esclusivamente sciistica di stazioni invernali, sponsor e media. Con stupore dei più scettici lo snowboard entrò a far parte a tutti gli effetti del mondo degli sport invernali, con campionati ed eventi tutti suoi. Dopo varie controversie fra le due federazioni, FISI e FSI, che si contesero il "dominio" su questo sport, finalmente nel 1998 lo snowboard fece il suo esordio alle Olimpiadi Invernali di Nagano, Giappone, con due specialità: una "alpina", lo slalom gigante, e una "freestyle", l’Half Pipe.

Chiara Cetorelli

 

 


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